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ÁCOMA: NORME REDAZIONALI (STYLE SHEET)

Il contributo deve arrivare alla Redazione in un file di word:

Il titolo del saggio va in Times New Roman e in font 14. Il testo va in Times New Roman, font 12.

Non devono esserci salti di riga fra i paragrafi.

Le note vanno a fondo saggio in Times New Roman, font 10. Non devono esserci salti di riga fra una nota e l’altra.

Biografia dell’autrice/autore: inserire la biografia alla fine del testo, in un paragrafo nuovo a parte e separato da una riga. NON aggiungere alla biografia richiami di alcun genere (ad.es. un asterisco, un richiamo in apice, un numero, ecc.)

 

NORME GENERALI, SEZIONI, PARAGRAFI, CITAZIONI

TITOLO DEGLI ARTICOLI

Il titolo dell’articolo è in grassetto (font 14) e in caratteri minuscoli (Es: Palme e conservifici: la Los Angeles di John Fante) e va allineato a destra. Il nome dell’autore del saggio va in corsivo non grassetto, sempre a destra con un asterisco come esponente di nota che rimanda alla bio dell’autore/autrice di 3-5 righe. Nella bio se si citano libri si metta soltanto la casa editrice, non la città.

TITOLINI DELLE SEZIONI

Se l’articolo è diviso in sezioni, i titoli delle sezioni vanno allineati a sinistra, in grassetto, caratteri minuscoli, e preferibilmente senza numerazione progressiva. Es: Los Angeles, dopo il postmoderno

CAPOVERSI/PARAGRAFI

I capoversi (l’inizio di ciascun nuovo paragrafo dopo l’a capo) hanno, di regola, la prima riga rientrata. TUTTAVIA, i capoversi immediatamente successivi al titolo dell’articolo, ai titolini delle sezioni interne e alle citazioni più lunghe (quelle col margine rientrato: vedi sotto a CITAZIONI) sono allineati a sinistra.


EPIGRAFI
Le epigrafi saranno scritte in corsivo sulla metà di destra della pagina e porteranno, in tondo e fra parentesi su nuova riga, l’indicazione del nome dell’autore e del titolo dell’opera, senza ulteriori riferimenti bibliografici. Esempio:            

                                                      et aiutollo in questo parimente,

                                                      che sapeva altro idioma che francesco

(Ariosto, Orlando furioso)

 

CITAZIONI

Tutte le citazioni in lingue diverse dall’italiano devono essere tradotte in italiano, salvo quando il testo dell’originale inglese sia direttamente oggetto di commento; in tal caso si riporterà la traduzione in nota. Qualora esistano edizioni italiane delle opere citate, è necessario indicare nella nota bibliografica sia la pubblicazione originale sia la sua edizione italiana (indicazioni su come fare la citazione più avanti a “Pubblicazioni a stampa”, “Norme generali”).

Le citazioni restano inserite nel testo, nello stesso corpo e fra virgolette in apice, come si fa negli USA (“…”), tutte le citazioni brevi (da una parola fino a tre-quattro righe). All’interno delle virgolette, la prima parola avrà la maiuscola se la citazione segue i due punti, oppure se la prima parola è maiuscola nel testo citato. In tutti gli altri casi si usa la minuscola. Nelle citazioni contestualizzate si può intervenire sul testo con opportuni adattamenti per coordinarlo grammaticalmente al discorso, segnalando la modifica tra parentesi quadre: […]

Nelle citazioni dei testi poetici, i versi si dispongono di seguito, separati dalla barra obliqua e con la prima lettera del verso in maiuscolo.

Sono staccate dal testo le citazioni più lunghe, sia di poesia siadi prosa. Queste verranno scritte col margine sinistro rientrato, senza virgolette di apertura e chiusura, e frapponendo una riga di spazio sopra e sotto il brano citato.

Tutti i tagli interni ai testi citati (siano essi testi di poesia o di prosa) saranno segnalati da tre punti fra parentesi quadre: […].

N.B. Le virgolette sono sempre doppie, anche per parola singola. Le virgolette singole si usano solo all'interno di una citazione racchiusa tra doppie.

CONVENZIONI GRAFICHE E/O ORTOGRAFICHE 

RICHIAMI DI NOTA

I richiami di nota vanno inseriti in apice dopo il segno di interpunzione.

VIRGOLETTE E SEGNI DI INTERPUNZIONE

Ricordare che in italiano i segni di interpunzione vanno sempre dopo le virgolette. In italiano, il trattino “medio” (–) usato per segnare una pausa nel periodo è separato da uno spazio sia dalla parola che precede che da quella che segue: “il DNA è a spirale – e anche la galassia”. Si ricordi, peraltro, che l’italiano dovrebbe usare il trattino di inciso con molta più parsimonia che in inglese e raramente a fine frase.

ACCENTI

L’accento grafico è obbligatorio: sui polisillabi tronchi (es.: città, verrà, farò, lassù); sui monosillabi che potrebbero confondersi con omografi: ché/che; dà/da; là/la; lì/li; né/ne; sé/se; sì/si; tè/te.

Usare sempre solo l’accento grafico: non usare l’apostrofo in luogo dell’accento. 

Si ricordi che in italiano tutte le vocali prendono l’accento grave (ò,à,ì,ù) tranne la “e”, che prende l’accento grave (è) se è aperta, quello acuto (é) se è chiusa. I casi più frequenti di “e” aperta sono: “è” e “cioè”. Quelli di “e” chiusa sono: “sé”, “perché”, “poiché”, “né”.

CONSONANTE EUFONICA

Si usa solo quando si incontrano le stesse vocali, ma solo se si tratta di a ed e; es.: “ad Anzio”, “ed etico” (mai, però: “od oggi..). Fanno eccezione: “ad esempio” (meglio, comunque: “per esempio”), “ad opera”, “ad ogni modo”.

CORSIVI

Vanno in corsivo:

- le parole straniere e dialettali non entrate nell’uso corrente;

- le parole o espressioni che si vogliono evidenziare (si consiglia di farlo con parsimonia);

 grafemi, parole e sintagmi che sono oggetto di analisi linguistica o stilistica. 

Per quel che riguarda l’uso dei corsivi nelle indicazioni bibliografiche, vedi sotto a INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE. 

NUMERI E DATE

I numeri vanno tutti espressi in parola escluse le date, le cifre in denaro soprattutto se cospicue, i numeri troppo lunghi. Alcuni esempi: anni Trenta (mai: anni ’30); Novecento (mai: ‘900); 27 per cento (27% solo nelle note per ragioni di brevità); Esempi di date: 3 dicembre 2069 (mai: 3/12/2069, oppure 3-12-2069).

MAIUSCOLE/MINUSCOLE

Un elenco il più possibile sistematico per quel che riguarda i contesti toccati in genere dalla rivista è riportato in calce alle presenti norme editoriali. 

INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE

(Si ricorda che non esistono, in Ácoma, bibliografie a fondo saggio, ma soltanto note a fine saggio con indicazioni bibliografiche complete).

PUBBLICAZIONI A STAMPA

Norme generali

Vanno in corsivo i titoli di libri, di riviste o periodici e, in genere, dei contenitori (libri: Remains of the DayVenice ReconsideredStoria linguistica dell’Italia unitaIl segno dei tre. Holmes, Dupin, Pierce, The Congo and Other Poems; riviste: IperstoriaAmerican LiteratureStudies in BibliographyLingua e stileLa Stampa; CD; The River; ecc.)  I titoli in inglese seguono l'uso americano: tutte le iniziali maiuscole meno articoli e congiunzioni (Remains of the Day; The Cult of True Womanhood: 1820-1860). I titoli in lingue diverse dall’italiano o dall’inglese seguono le norme proprie della lingua in cui sono citati. I titoli di saggi, articoli, poesie, canzoni, episodi in serie televisive, ecc. vanno in tondo fra virgolette in apice (“Dante e la retorica”, “Le orme del pensiero”, “Aurality in Print: Revisiting Roger Williams’ A Key into the Language of America”, “The Road Not Taken”). I titoli di volume citati fra virgolette vanno, ovviamente, in corsivo.

Nel caso di volumi tradotti in italiano, dopo le indicazioni dell'edizione originale riportare fra parentesi tonda il titolo in corsivo dell'edizione italiana, seguito dalle parole “trad. it.”, dall’iniziale del nome e dal cognome del traduttore, casa editrice, luogo di pubblicazione e data.

Esempio: Aldo Leopold, A Sand County Almanac, Oxford University Press, New York 1949 (Almanacco di un mondo semplice, trad. it. di G. Arca e M. Maglietti, Red, Como 1997).

Le voci che compongono ciascuna indicazione sono separate dalla virgola, con l’eccezione di luogo e data: Nome Cognome, Titolo, Editore, Luogo data. La nota si conclude sempre con il punto.

Titolo e sottotitolo sono in corsivo, sono riprodotti per esteso dal frontespizio (e non dalla copertina) del libro e sono separati da un punto (se in italiano) o da due punti (se in inglese).

Al titolo segue l’indicazione dell’editore, seguita da luogo e data di pubblicazione.Il luogo sarà sempre nella lingua del volume (Paris, London, Sevilla, Wien). Per gli Stati Uniti va indicata, nel caso di città poco note, la sigla dello stato; se le città sono due o tre si ricorrerà al trattino.

Libri di uno o più autori

Nome e cognome dell’autore o degli autori precedono il titolo e sono riportati per esteso in minuscolo con le iniziali maiuscole; nel caso di due autori, i nomi sono sempre congiunti da “e”; se sono tre, saranno congiunti dalla virgola e da “e”.

Esempio:

Henry Louis Gates, Jr., The Signifying Monkey, Oxford University Press, New York-Oxford 1988, p. 112.

Costanzo di Girolamo e Luca Toschi, La forma del testo. Guida pratica alla stesura di tesi di laurea, relazioni, articoli, volumi, Il Mulino, Bologna 1988, pp. 328-32.

John Smith e John Doe, The World, Cutlet, London 2005.

Libri collettivi con curatore

Nel caso di curatore o curatori il nome figurerà prima del titolo del libro, seguito sempre da: “a cura di”, in tondo.

Esempio:

Umberto Eco e Thomas A. Sebeok, a cura di, Il segno dei tre. Holmes, Dupin, Pierce, Bompiani, Milano 1983.

William Andrews, a cura di, Critical Essays on Frederick Douglass, G. K. Hall, Boston 1991.

John Smith e John Doe, a cura di, The New World, Cutlet, London 2006.

Nel caso in cui il libro abbia autore/i e curatore diversi, l'indicazione del curatore va dopo il titolo, come nel seguente esempio:

Ralph Waldo Emerson, The Selected Letters of Ralph Waldo Emerson, a cura di Joel Myerson, Columbia University Press, New York 1997.

Capitoli o saggi in volume, collettivo o di unico autore

I capitoli o saggi in volume (si tratti sia di volume collettivo, sia di unico autore) verranno indicati facendo seguire al nome dell’autore, e al “Titolo”, la virgola, la parola “in”, e il Titolo dell’opera seguito a sua volta, dopo la virgola, dagli altri dati bibliografici e dall’indicazione delle pagine in cui compare il saggio o capitolo; se gli autori o curatori sono diversi dall’autore del saggio citato, si indicano dopo “in” (e prima del secondo Titolo).

Esempio:

Volumi collettivi:

Gian Paolo Caprettini, “Le orme del pensiero”, in Umberto Eco e Thomas A. Sebeok, a cura di, Il segno dei tre. Holmes, Dupin, Pierce, Bompiani, Milano 1983, pp. 156-81.

Volumi non collettivi:

Giovanni Nencioni, “Dante e la retorica, in Tra grammatica e retorica. Da Dante a Pirandello, Einaudi, Torino 1983, pp. 108-31.

Juan Florea,“Refiguring La Charca”, in Divided Borders: Essays on Puerto Rican Identity, Arte Publico Press, Houston 1993, pp. 71-85.

Saggi e articoli in riviste

Nel caso di saggi e articoli pubblicati in rivista, si farà seguire al nome dell’autore, e al “Titolo”, la virgola e il nome della rivista in corsivo, seguito dalle indicazioni che riguardano il fascicolo: annata o volume in cifre romane, numero del fascicolo in cifre arabe, data di pubblicazione fra parentesi, pagine dell’articolo; oppure (ove la rivista non sia organizzata in annate o volumi) numero del fascicolo in cifre arabe, data fra parentesi, pagine dell’articolo. Tutti i dati (incluso l’anno fra parentesi) saranno separati dalla virgola.

Esempio:

Luca Tomasi, “Hard Bitter Style of Words: Wilson Harris’s Far Journey into Italian”, Caribana 1 (1990), pp. 63-70.

Barbara Welter, “The Cult of True Womanhood: 1820-1860", American Quarterly, XVIII, 2 (1966), pp. 151-74.

Interviste

Le interviste vanno citate col nome dell’intervistata/o. Segue il titolo dell’intervista fra virgolette in apice, il nome dell’intervistatrice/ore e, se c’è, il titolo in corsivo del libro, film, programma, periodico che la contiene, con le indicazioni necessarie. Se l’intervista non ha titolo, al nome dell’intervistata/o si farà seguire l’espressione “intervista con” e il nome di chi ha condotto l’intervista. Se l’intervista è online, alla citazione seguirà lo URL e la data dell’ultimo accesso al sito (vedi sotto a “Pagine e testi online”).

Esempio:

Mildred Shackleford, “Non ho mai avuto molto rispetto per l’autorità. La frontiera contemporanea”, a cura di Sandro Portelli, Ácoma IV, 10 (primavera 1997), pp. 29-46.

Paul Auster, intervista con John Freeman di GrantaYoutube, 20/5/2009 (diversamente dal corpo del testo in cui sarebbe “20 maggio 2009”), http://www.youtube.com/watch?v=wuEpBEPTxUU, ultimo accesso il 2016.

Libri o autori già citati

Per i libri già citati si ripeteranno il solo cognome dell’autore e il Titolo abbreviato, seguiti dopo la virgola dall’espressione “cit.”, in tondo, e dal numero di pagina.

Per rinviare alla stessa opera e alla stessa pagina, o pagine citate subito prima si userà l’espressioneIbidem in corsivo; se il riferimento è a opera citata subito prima ma a pagina, o pagine diverse si userà invece la parola “Ivi”, in tondo, seguita dal numero della pagina o pagine interessate.

Esempio:

Opera citata in precedenza:

Richard Hofstadter, The Paranoid Style in American Politics and Other Essays, University of Chicago Press, Chicago 1979.

Hofstadter, The Paranoid Style, cit., p. 14.

Opere citate subito prima:

Lawrence Buell, “American Literary Emergence as a Postcolonial Phenomenon”, American Literary History, 4 (1992), p. 411.

Ibidem.

John Carlos Rowe, Literary Culture and U.S. Imperialism, Oxford University Press, New York 2000, p. 53.

Ivi, p. 134.

PUBBLICAZIONI WEB O DIGITALI

Pagine e testi online

Nel caso di fonti pubblicate esclusivamente online e/o quando non sia possibile per il lettore rintracciare la fonte senza l’ausilio dello URL (indirizzo elettronico), si includerà lo URL, seguito dalla virgola e dalla data in cui si è aperto il sito preceduta dalle parole “ultimo accesso il”. L’indirizzo sarà citato per intero, avendo cura di andare a capo esclusivamente dopo gli “slash” o altri segni di interpunzione, se occorre andare a capo.

Nei riferimenti si raccoglieranno dal sito tutte le informazioni possibili, seguendo idealmente le stesse regole che governano le citazioni a stampa. Si comincerà da nome e cognome dell’autrice o autore (se c’è) e dal titolo del testo citato. Se si tratta di articolo o saggio seguirà la preposizione “in” e, in corsivo, il nome del “contenitore”: sito web, progetto digitale, archivio, ecc. Al titolo del primo “contenitore” seguirà, sempre in corsivo, il titolo dell’eventuale secondo “contenitore” (progetto più ampio, collezione, ecc.). Poi, se c’è, l’organizzazione che sponsorizza o pubblica il sito, con l’indicazione di luogo e data di pubblicazione, se ci sono. Infine, si deve indicare la data in cui il sito è stato aperto.

Si ricordi che il titolo dell’articolo, saggio, poesia, brano musicale sarà fra virgolette in apice (“…”), seguito, sempre in corsivo, dal titolo del “contenitore”, libro, periodici, siti, ecc. (vedi sopra a PUBBLICAZIONI A STAMPA).

Esempio:

Robert Harris, “Evaluating Internet Research Sources”, VirtualSalt, 26/8/2014, ultimo accesso il 26/4/2016.

Paul Auster, intervista con John Freeman di “Granta”, Youtube, 20/5/2009, ultimo accesso il 13/9/20016.

The Purdue OWL Family of SitesThe Writing Lab and OWL at Purdue and Purdue University,2008, http://owl.english.purdue.edu/owl, ultimo accesso il 23/4/2008.

Huseby, Karen Lynn, A Theology of Imagination & Creativity (2013), Theses and Dissertations, paper 37, Digital Commons at Loyola Marymount University and Loyola Law School, Loyola University, ultimo accesso il 13 settembre 2016.

Libri opensource

Seguire le istruzioni per i testi a stampa (libri, libri collettanei, saggi in volume, ecc.) facendo seguire il nome in corsivo del contenitore e, se c’è, il nome dell’istituzione che sponsorizza o pubblica. Segue la data dell’ultimo accesso. Se è necessario indicare un riferimento di pagina e il sito non indica numeri di pagina, dare quante più informazioni sia possibile per consentire di reperire il passo citato: parte, capitolo, paragrafo, ecc.

Esempio:

Amy E. Earhart e Andrew Jewell, a cura di, The American Literature Scholar in the Digital Age, University of Michigan Press, Ann Arbor 2011, Digital Culture Books, ultimo accesso il 10/7/2016.

John Bryant, “Where Is the Text of America? Witnessing Revision and the Online Critical Archive”, in Amy E. Earhart e Andrew Jewell, a cura di, The American Literature Scholar in the Digital Age, University of Michigan Press, Ann Arbor 2011, Digital Culture Books, ultimo accesso il 10/7/2016.

Dispositivi di lettura elettronica

Se l’accesso al volume è avvenuto tramite un dispositivo di lettura elettronica (amazon kindle, pocketbook, lettori sony, kobo, ecc.) seguire le istruzioni per i testi a stampa, indicando, dopo una virgola, che dispositivo è stato usato. Se è necessario indicare un riferimento di pagina e il dispositivo non riporta numeri di pagina, dare quante più informazioni sia possibile per consentire di reperire il passo citato: parte, capitolo, paragrafo, ecc. Se il dispositivo dà un numero di posizione, sarà sufficiente indicare la posizione (“pos. e il numero”).

Esempio:

Caroline McCracken-Flesher, a cura di, Approaches to Teaching the Works of Robert Louis Stevenson, The Modern Language Association of America, New York 2013, Kindle, pos. 396.

Articoli in periodici

Seguire le istruzioni per i periodici a stampa. Se il periodico è pubblicato solo online e non indica numeri di pagina, usare la formula n.p. Segue la data dell’ultimo accesso.

Periodico solo online:

Daniel Allington, Sarah Brouillette, David Golumbia, “Neoliberal Tools (and Archives): A Political History of Digital Humanities”, Los Angeles Review of Books. Digital, 11/5/2016, n.p., ultimo accesso il 16.5.2016.

Nicola Sbetti, “Le identità europee nello sport”, Altre Modernità/OtrasModernitates/AutresModernités/OtherModernities, 15 (2015), pp. 101-13, ultimo accesso il 12/9/2016.

Periodico che ha la versione a stampa:

Qualora l’accesso sia avvenuto alla versione digitale di un periodico a stampa, a tutte le altre indicazioni si aggiungerà “web” dopo una virgola.

Sarah Wilson, “Black Folk by the Numbers: Quantification in DuBois”, American Literary History, XXVIII, 1 (Spring 2016), pp. 27-45, web.

ALTRE PUBBLICAZIONI

Norme generali

Si terrà presente che le fonti visive, audiovisive e sonore possono utilizzare supporti diversi che vanno dal digitale, all’incisione su vinile, CD, VHS e DVD, alla proiezione o alla trasmissione via cavo, etere, ecc. (TV, radio). Le linee fondamentali da seguire sono le stesse già indicate per i testi a stampa, cartacei e/o digitali. Il riferimento indicherà chiaramente il tipo di supporto utilizzato, se proiezione, trasmissione, registrazione, ecc. Le indicazioni che seguono possono non essere esaustive; se così, attenersi per quanto possibile alle norme generali.

Brani musicali

Per la musica registrata su CD o vinile cominciare col nome dell’artista, titolo del brano fra virgolette in apice (“…”), titolo dell’album in corsivo preceduto da “in” (la modalità è la stessa dei saggi cartacei in volume), nomi delle/dei performer (se occorre), casa di produzione e anno (senza frapporre la virgola), supporto (se CD o vinile). Se si tratta di registrazione dal vivo, specificarlo e specificare il luogo e la data della registrazione.

Esempio:

disco:

Wynton Marsalis, Blood on the Fields, Columbia Records 1995, CD.

Bruce Springsteen, The Ghost of Tom Joad, Columbia Records 1995, CD.

dal vivo:

Wynton Marsalis, Blood on the Fields, concerto dal vivo, Lincoln Center, New York 1/4/1994

Se il brano è online seguire lo stesso schema, ma aggiungere lo URL, e la data dell’ultimo accesso.

Esempio:

Bruce Springsteen, “The River”, in The RiverYoutube, 20/10/2007, https://www.youtube.com/watch?v=qi0kWe2ixzU, ultimo accesso il 14/6/2010.

Se si tratta di registrazione dal vivo non pubblicata, indicare il nome dell’autore, il titolo, il nome di chi ha raccolto la registrazione e la data della registrazione.

Registrazioni non pubblicate di eventi pubblici e di interviste

Per le registrazioni di eventi pubblici (conferenze, performance dal vivo, ecc.), seguire le stesse procedure usate per la musica, aggiungendo, se possibile, il nome dell’archivio dove sono conservate.

Per le interviste registrate e non pubblicate, indicare il nome dell’intervistata/o e, dopo “intervista con”, quello di chi ha condotto l’intervista, il luogo e la data. Se possibile, includere, dopo una virgola, il nome dell’archivio in cui sono conservate.

Esempio:

Paolo Palazzesi, intervista con Alessandro Portelli, Terni, 17/9/2000, archivio sonoro “Franco Coggiola” del Circolo Gianni Bosio, Roma.

Film

I film saranno citati cominciando dal titolo in lingua originale (se occorre, titolo italiano fra parentesi), seguito dal nome del regista, dal nome della casa di produzione e della casa di distribuzione e, senza frapporre virgole, dall’anno. Se casa di produzione e distribuzione sono le stesse, non ripetere.

Esempio:

The Last of the Mohicans (L’ultimo dei mohicani), Michael Mann, Morgan Creek Production, 20th Century Fox-Warner 1992.

Stagecoach (Ombre rosse), John Ford, United Artists 1939.

Star Wars IV: A New Hope (Star wars IV. Una nuova speranza), George Lucas, Lucasfilm, Twentieth Century Fox, 1977.

Serie televisive registrate

Le serie o episodi registrati su DVD o altro supporto (Blue-ray, VHS) si citeranno cominciando dal titolo dell’episodio fra virgolette in apice (“…”) seguito dal nome (in corsivo) della serie. Usare il titolo della serie registrata se quest’ultimo differisce da quello della serie trasmessa. Al titolo della serie segue il numero dell’episodio (se occorre), il nome delle creatrici/creatori, il nome del distributore, la data (senza virgola fra produttore e data. In coda, qualunque altra informazione si ritenga utile.

Esempio:

Breaking Bad: The Complete Series, Vince Gillian, Sony Pictures Home Entertainment 2014, DVD.

Downton Abbey: Serie 6, Julian Fellows, Carnival 2016, Blu-ray.

“The Fuzzy Boots Corollary”, The Big Bang Theory: The Complete First Season, episodio 3, Chuck Lorre e Bill Prady, Warner Home Video 2008, DVD.

Serie televisive trasmesse

Nel caso di episodi e/o serie “broadcasted”, si indicheranno titolo dell’episodio, fra virgolette in apice (“…”) e il titolo della serie in corsivo, seguiti dal numero della serie e dell’episodio, dal nome della rete e dall’anno. Se il riferimento è all’intera serie, il titolo sarà preceduto dal nome dei creatori. Se necessario, aggiungere in coda le altre informazioni rilevanti riguardo le trasmissioni in un paese diverso da quello di produzione.

Esempio:

Vince Gillian, Breaking Bad, stagione 1, AMC 2008.

“The Luminous Fish Effect”, The Big Bang Theory, stagione 1, episodio 4, CBS 2007. In Italia: Steel 2008; in chiaro Italia1 2010.

Se le serie sono su reti tipo Netflix, Hulu, Google Play, si darà il riferimento digitale relativo.

Esempio:

 “94 Meetings.” Parks and Recreation, stagione 2, episodio 21, NBC 2009, Netflixwww.netflix.com/watch/70152031?trackId=200256157&tctx=0%2C20%2C0974d361-27cd-44de-9c2a-2d9d868b9f64-12120962.

Immagini e arti visive

Il nome dell’artista sarà seguito dal titolo dell’opera (in corsivo) dalla data di composizione, dal materiale, e dal nome e luogo dell’istituzione presso cui si trova l’opera. Se l’immagine è stata consultata online si inserirà la data dell’ultimo accesso. 

Esempio:

Joshua Reynolds, William Hamilton, 1777, olio su tela, National Portrait Gallery.

Se l’opera è solo sul web si indicheranno quante più informazioni possibile sul sito, oltre alla data in cui l’opera è stata postata. Se indispensabile per la ricerca, si indicherà lo URL e, dopo una virgola, la data dell’ultimo accesso.

Robert Cleveley, Battle of Cape St. Vincent, 1797, olio su tela, attuale localizzazione sconosciuta, wikimediacommons, ultimo accesso il 29/8/2016. 

Clifton R. Adams, People relax beside a swimming pool at a country estate near Phoenix, Arizona, 1928Found,National Geographic Creative, 2 Jun. 2016, http://natgeofound.tumblr.com/, ultimo accesso 15/9/2016.

Per le fotografie e riproduzioni fotografiche di opere d’arte il riferimento sarà al libro o al sito web, seguendo le indicazioni date per i testi a stampa o quelli online (vedi sopra a “Pagine e testi online”), indicando il numero della pagina o tavola in cui appare l’immagine.

Esempio:

John E. Fletcher e Anthony B. Stewart, “Hillside Houses Overlook Smoke-Belching Steel Mills in Pittsburgh, Pennsylvania, 1949”, A Curated Collection of Photography from the National Geographic Archives, 2016(?), National Geographic Creativehttps://www.reddit.com/domain/natgeofound.tumblr.com/, ultimo accesso il 13/8/2016.

MAIUSCOLE/MINUSCOLE

L’elenco che segue cerca di essere abbastanza sistematico per i contesti toccati in genere dalla rivista ma non può essere esauriente. Nell’incertezza, e salvo casi particolarissimi, è preferibile usare il minuscolo nei casi non contemplati. 

Si ricordi, comunque, che vanno in minuscolo: umanità, uomo, natura, paradiso, era (ma non i nomi delle ere; es: Mesozoico, Giurassico, Paleolitico, ecc.), autorità, madrepatria, patria, vecchio continente, inferno, purgatorio, ade, aldilà, oltretomba, antichità. Vanno anche in minuscolo: internet, tv, università (ma Università degli Studi di Bologna, come si vedrà più avanti), esercito, polizia, forze armate, forze dell’ordine, marina, aeronautica.

Popolazioni, lingue, credenze

Vanno in minuscolo i nomi di popolazioni, di lingue, le denominazioni generiche: gli aborigeni, gli asiatici, i neri, gli indiani; sono minuscoli gli aggettivi che derivano da nomi di gruppi etnici e/o linguistici: il popolo etrusco, la civiltà greca. 

Vanno in maiuscolo i nomi delle religioni e gli appellativi di Dio nelle varie religioni: Cristianesimo, Buddhismo, Hinduismo, Tao. L’appellativo “san” va in minuscolo: e.g. san Francesco, sant’Antonio, san Cirillo, santa Cunegonda. 

MA vanno in minuscolo i “movimenti mistici” o a sfondo religioso: new age, wicca, loggia, yoga, yogi. 

Edifici, nomi di vie

Vanno in minuscolo via, piazza, largo, viale, ecc. perché il nome comune è minuscolo. Fanno eccezione Casa Bianca, Maschio Angioino, Castel dell’Uovo e, in genere i nomi di edifici che abbiano assunto valore di “nomi propri”. 

San è maiuscolo per le chiese: la basilica di San Pietro. Se, nelle chiese, manca il “san”, allora il nome comune va in maiuscolo: Duomo di Milano, Certosa di Pavia. 

I sostantivi “liceo, ginnasio, università e istituto” vanno in maiuscolo solo se si riferiscono allo specifico istituto: frequento il liceo, frequento l’istituto tecnico MA sono iscritta al Liceo Virgilio, sono iscritta all’Istituto Professionale Enrico Berlinguer. 

Titoli onorifici e simili

Vanno in minuscolo tutti i titoli onorifici, accademici, nobiliari, politici, ecclesiastici e tutti i corpi e gradi militari: senatore, onorevole, governatore, presidente, ex presidente, ministro, generale, colonnello, cardinale. Anche minuscole le cariche massime, politiche o non: papa, ayatollah, zar.

Discipline scientifiche, movimenti culturali, libri e parti di libri

Vanno in minuscolo le materie scolastiche e/o accademiche.

I movimenti culturali e/o artistici vanno minuscoli, salva quando il nome non sia stato scelto programmaticamente dai componenti del movimento stesso: Gruppo ’63, Scapigliatura, ecc.

Maiuscoli i titoli di collane (salvo quando indicato diversamente come la collana “americane” di ombre corte; minuscole suddivisioni formali di un’opera (volume, capitolo, canto, atto, scena, ecc.).

Geografia

Vanno in minuscolo i nomi che si riferiscono ai punti cardinali e le indicazioni di direzione. Sono maiuscoli solo i riferimenti ai punti cardinali che, per convenzione, indicano aree geo-politiche: Sud (nel senso di meridione d’Italia, o degli Stati Uniti), Occidente, Oriente, Medioriente. 

Sono sempre in maiuscolo i nomi dei corpi celesti. Fanno eccezione terra, sole, luna, salvo quando sono usati in un contesto astronomico. 

Se le denominazioni geografiche sono composte da nome comune e nome proprio, il nome comune va minuscolo, anche nei nomi composti: mar Mediterraneo, oceano Pacifico, monte Cervino, fiume Po. Va in maiuscolo anche il nome comune, se è diventato inseparabile dal nome proprio: Fiume Azzurro, Fiume Giallo, Mar Rosso, Mar Nero, Costa Azzurra, Monte Bianco, Monte Rosa. 

Storia e politica

Va in maiuscolo esclusivamente la prima parola di istituzioni, organi giuridici, associazioni, partiti e simili: Banca nazionale del lavoro, Ministero della pubblica istruzione, Consiglio superiore della magistratura, Partito popolare.

Va in maiuscolo la prima parola dei nomi di rivoluzioni e la prima parola delle guerre o comunque di fatti ed eventi storici importanti e conosciuti: Rivoluzione d’ottobre, Rivoluzione francese, Prima guerra mondiale, Seconda guerra mondiale, Rivoluzione americana, Guerra civile (nel caso degli Stati Uniti), Patto atlantico, Guerra dei Trent’anni, Concordato di Worms, Trattato di Campoformio. 

Vanno in maiuscolo decenni, secoli, millenni, anni di rilevanza storica e le epoche di lunga durata della storia e/o cultura; es: Trecento, Duemila, anni Sessanta, anni Quaranta, Quarantotto, Sessantotto, Medioevo, Umanesimo, Romanticismo, Risorgimento, ecc. 

Storia inteso in senso universale è maiuscolo; es: l’Onu vuole indirizzare la Storia verso i diritti umani.

Vanno in maiuscolo le denominazioni ufficiali di uno stato e dei suoi organi centrali supremi; es. Repubblica Italiana, Costituzione.


Un caso specifico è costituito dai titoli di opere in inglese, che seguono l'uso americano: tutte le iniziali maiuscole meno articoli e congiunzioni (vedi sotto a INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE).

 

Per la seconda parte delle norme (“Pubblicazioni digitali” e “Altre pubblicazioni”), molto è dovuto all’opera di divulgazione ed esplicitazione del manuale MLA (8° edizione) fatta a cura di Tony Russell, Allen Brizee, Elizabeth Angeli, Russell Keck, Joshua M. Paiz, Michelle Campbell, Rodrigo Rodríguez-Fuentes, Daniel P. Kenzie, Susan Wegener, MaryamGhafoor, Purdue OWL Staff. https://owl.english.purdue.edu/owl/resource/747/08/, 24/8/2016, ultimo accesso 11 settembre 2016.